Quale organizzazione nel tempo delle accelerazioni?

I cambiamenti delle organizzazioni alla ricerca di innovazione  e performance.

Quando parliamo di accelerazione  stiamo affrontando  alcuni concetti che fino a pochissimi anni fa non erano nelle nostre agende, ma che oggi condizionano il business, la vita privata e la nostra vita sociale. Tutto si sta modificando ad una velocità esponenziale e imprevista.

Realtà aumentata, intelligenza artificiale, big data, le nanotecnologie, stampanti 3D, robotica, internet delle cose  stanno  modificando per sempre il nostro modo di vivere, lavorare e fare business

La  curva dell’accelerazione tecnologica mostra che siamo arrivati all’impennata, alla curva esponenziale, e che questa è destinata a crescere per gli anni a venire e renderà il mercato (oltreché il mondo)  sempre più interconnesso e interdipendente.

Oggi l’impresa quindi deve  pensare GLOBALE; che non significa esportare o de- localizzare, ma avere la capacità di immaginare se stessi nello scenario globale a prescindere dal fatto che l’area di mercato in cui ci collochiamo sia più o meno definita e ristretta in un luogo o nicchia di mercato specifico. Dobbiamo sapere che qualsiasi realtà oggi è aggredibile o gestibile a livello  globale: “possiamo incontrare sulla nostra strada qualcuno che, non solo non consociamo, ma che neppure esiste”.

Oggi siamo in un contesto VUCA ( Volatile – Incerto – Complesso e Ambiguo) che non è destinato a modificarsi con il quale dobbiamo imparare a convivere. Dobbiamo imparare velocemente cioè a contrapporre Visione a Volatilità, a  lavorare nell’Incertezza attraverso la Comprensione, ad avere Chiarezza nella Complessità e a muoverci  velocemente nell’Ambiguità.

Per competere in contesto VUCA, diventeremo più bravi  e più competitivi se abbiamo più conoscenza intesa non tanto come  accesso ai dati o come la capacità di elaborare più informazioni  ma come la capacità delle nostre realtà di  generare idee e risolvere problemi per i nostri clienti. Questa è la sfida.

Solo la generazione di nuova conoscenza che può creare fattore distintivo (non certo la competizione sui costi). I dati mostrano che l’investimento in conoscenza da risultati progressivamente crescenti a differenza degli investimenti su strutture o tecnologie.

Le ricerche sulle aziende innovative del mondo mostrano che queste oggi sono orientare a soddisfare nuovi bisogni, sono in grado di integrare l’offerta di prodotto e servizio con un approccio al business web based e con un forte orientamento al digitale per scelte strategiche e operative. Se guardiamo la classifica delle imprese più performanti nel mondo è impressionante vedere che tutte  le prime 20 non esistevano prima del 2007. (vedi slide)

A livello locale invece, c’è ancora molto da fare:  complessivamente l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa rispetto all’innovazione. Oggi le nostre imprese presentano scelte strategiche chiare solo se di nicchia, hanno  strutture organizzative rigide e operativamente lente, solo molto lentamente stiamo uscendo dal modello organizzativo funzionale per lasciare posto a modelli più orientati a produrre conoscenza e innovazione.

Dal nostro punto di vista è necessario operare verso alcuni chiari orientamenti: promuovere e organizzarsi attraverso modelli organizzativi che generino  leadership diffusa e ampio coinvolgimento, tenere grande chiarezza su obiettivi e posizionamento ed integrare alle competenze  tecniche (di cui l’Italia è sempre stata eccellente)  competenze trasversali;  lavorare sul team spirit interdipendenza e strutture ben organizzate che generino flessibilità, conoscenza, rapido adattamento  per innovare costantemente.

Giovanni Tagliaferri general manager Emme Delta group

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